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Vecchio 09-08-2008, 14:19   #1
moriero
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La Partita della morte

Cita:
Scritto originariamente da http://it.wikipedia.org/wiki/Partita_della_morte
La partita della morte si tenne il 9 agosto 1942 allo stadio Zenith di Kiev in Ucraina, allora sotto occupazione tedesca. Si fronteggiarono lo Start, una squadra mista composta da giocatori delle locali squadre della Dinamo e del Lokomotiv, e dall'altra una squadra composta da ufficiali tedeschi della Luftwaffe. L'arbitro fu un ufficiale delle SS. La città era deserta, ma lo stadio era pieno di poliziotti e di nazisti. I tedeschi andarono in vantaggio, ma il primo tempo terminò 3-1 per lo Start.
Nell'intervallo un ufficiale tedesco raggiunse negli spogliatoi i russi e ricordò loro che avrebbero dovuto cercare di perdere, soprattutto per non far ripetere ai nazisti la brutta figura di un 5-1 subito in un match precedente. Difatti nel secondo tempo le cose sembrava si mettessero meglio per i nazisti che si portarono sul 3-3, ma l'orgoglio dei campioni ucraini, purtroppo per loro, prevalse e vinsero la partita 5-3 con una formidabile rimonta. Subito i giocatori capirono, però, di averla fatta grossa e si sentirono in pericolo, tanto che non avrebbero voluto più abbandonare il terreno di gioco. Fu così, l'attaccante Korotchich fu torturato e poi fucilato, altri sette giocatori finirono in un lager. Anche il portiere ed altri giocatori vennero uccisi, per rappresaglia, da lì a qualche giorno. Le cronache narrano che solo due furono i superstiti: Sviridoski e Makar Goncharenko, proprio colui che con la sua doppietta aveva portato lo Start sul 3-1. Oggi in suo onore la Dinamo Kiev ha eretto un busto con la dedica «A uno che se lo merita».


La partita della morte ha ispirato ben tre lungometraggi cinematografici, tra i quali il più famoso è senz'altro il film americano Fuga per la vittoria, ma la finzione cinematografica ha rappresentato un lieto fine che nella realtà non si verificò.

non lo sapevo.
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Vecchio 09-08-2008, 14:23   #2
Jethro
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brividi
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Vecchio 09-08-2008, 14:23   #3
yota
hattrickiano sfegatato!!!!
 
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non lo sapevo.

Siamo in due!


Onore a loro!
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Vecchio 09-08-2008, 14:33   #4
Mini
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Che storia...da brividi
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Vecchio 09-08-2008, 14:36   #5
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io avevo visto il film fuga per la vittoria... se non lo avete mai visto ve lo consiglio...
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Vecchio 09-08-2008, 14:47   #6
Domin!ck
fui Pr3D4ToR ... :)
 
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brividi
mi associo... cacchio, si muore di caldo, ma mi sono venuti veramente i brividi sulla schiena
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Vecchio 09-08-2008, 14:50   #7
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io avevo visto il film fuga per la vittoria... se non lo avete mai visto ve lo consiglio...
Peccato che il film è americanizzato come al solito, con tanto di americanata finale...il che fà perdere un pò la reale drammaticità dell'evento
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Vecchio 09-08-2008, 14:54   #8
mb89
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cavolo, non credevo fosse una storia vera quella americanizzata, figuriamoci questa ...
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Vecchio 09-08-2008, 15:22   #9
spina
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tremendo
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SPINA
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Vecchio 09-08-2008, 15:23   #10
WEShining
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i coraggiosi muoiono una sola volta.

i vigliacchi mille.


fanculo.....
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WEShining ...Giustiziato in WEITALIA
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Vecchio 09-08-2008, 15:49   #11
pat1984
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Scritto originariamente da WEShining Guarda il messaggio
i coraggiosi muoiono una sola volta.

i vigliacchi mille.


fanculo.....
parole sante... parole sante!un applauso!
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Gemellato con Emanuel182
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Vecchio 09-08-2008, 16:31   #12
genux68
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"non un passo indietro!!!" nn fu a quei tempi solo un motto di un dittatore sanguinario ....
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Vecchio 09-08-2008, 19:49   #13
RIP
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Scritto originariamente da mini83 Guarda il messaggio
Peccato che il film è americanizzato come al solito, con tanto di americanata finale...il che fà perdere un pò la reale drammaticità dell'evento




Ultima Modifica di RIP : 09-08-2008 alle 19:56.
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Vecchio 09-08-2008, 19:57   #14
Furiaceca
Sulla riva del fiume...
 
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Non lo sapevo nemmeno io.

Azz...
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CHI CERCA DI UCCIDERE QUALCUNO E NON LO FINISCE...HA IL DESTINO SEGNATO
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Vecchio 09-08-2008, 20:05   #15
RIP
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comunque ci sono versioni discordanti e con poche certezze sulla fine dei giocatori dell' FC START:

Cita:
La Partita della morte (fonte: Storie di calcio.myblog.it)


Il pomeriggio di domenica 9 agosto 1942 si disputa, allo stadio Zenit di Kiev, quella che rimarrà ricordata negli annali con il tragico nome di “partita della morte”. Il contesto, come si può facilmente intuire da luogo e data, è quello dell’Ucraina occupata dai nazisti che l’hanno invasa un anno prima nell’ambito dell’Operazione Barbarossa, uno dei momenti più crudi del secondo conflitto mondiale. Un contesto più preciso e legato all’ambito calcistico può essere definito citando l’esistenza di un torneo che ha in precedenza visto scendere in campo compagini di diversa estrazione: da gruppi di internati di varie nazionalità a selezioni tratte da reparti dell’esercito tedesco.
A distinguersi su tutti è una squadra locale, l’FC Start, composta nella sua ossatura da giocatori che militavano, prima dello scoppio della guerra, nell’allora fortissima Dinamo Kiev: Nikolai Trusevich, Mikhail Sviridovskiy, Nikolai Korotkikh, Aleksey Klimenko, Fedor Tyutchev, Mikhail Putistin, Ivan Kuzmenko e Makar Goncharenko. La formazione è completata da Vladimir Balakin, Vasiliy Sukharev, e Mikhail Melnik provenienti da un’altra squadra della capitale ucraina, la Lokomotiv. Nonostante i giocatori non si allenino da tempo a causa della guerra e siano costretti a lavorare nella bottega di un panettiere per sopravvivere, tengono alta la fama della leggendaria squadra di cui facevano parte in precedenza e fanno già pregustare ai nazisti il vanto di sconfiggere in finale una formazione degna di così alta considerazione. La squadra allestita dall’esercito di occupazione raccoglie gli ufficiali della Luftwaffe, l’aviazione tedesca, e si presenta sotto il nome di Flakelf, il fiore all’occhiello dello “sport armato” hitleriano.

La propaganda esalta la squadra nazista tappezzando la città di manifesti che ne narrano le gesta, sorvolando sul fatto che pochi giorni prima la stessa è già stata sconfitta dall’FC Start e che il match del 9 agosto ad altro non serve se non a concedere ai giocatori ucraini la possibilità di salvarsi la vita lasciando che la squadra espressione della razza ariana dimostri la propria straordinaria superiorità. Secondo quanto riportano le discordanti fonti – che spesso è difficile capire dove abbandonino il terreno della cronaca, inoltrandosi in quello fumoso della leggenda – quel primo match si era concluso sul 5-1, con una prova di forza da parte dell’FC Start tale da ammettere poche repliche.

Prima dell’inizio dell’incontro il team ucraino riceve negli spogliatoi la poco gradita visita di un ufficiale delle SS designato per arbitrare l’incontro. Il discorso che questi fa ai giocatori va decisamente oltre le solite raccomandazioni che un arbitro rivolge agli atleti, visto che l’ufficiale nazista lascia intendere senza troppi giri di parole quello che dovrà essere il loro compito quel giorno: perdere. Al fischio d’inizio si capisce subito che quelli della Flakelf sono disposti ad ottenere ciò che vogliono con le buone, ma soprattutto con le cattive, potendo contare, ovviamente, su un trattamento di favore da parte dell’arbitro. E proprio su un’azione dalla regolarità quantomeno dubbia la compagine tedesca trova il vantaggio. Il pareggio arriva grazie ad una conclusione da lontano di Kuzmenko. Poco dopo è Goncharenko ad appoggiare in rete dopo essersi portato a spasso l’intera difesa della Flakelf; e sempre lui, prima dell’intervallo, allunga sul 3-1.

Nello spogliatoio ai giocatori dell’FC Start vengono ricordate le conseguenze di una loro mancata sconfitta contro la formazione nazista e probabilmente queste minacce riscuotono l’effetto sperato perché appena rientrati in campo la Flakelf segna due volte e pareggia. A distanza di sessantacinque anni è difficile sapere cosa possa aver spinto gli ucraini a compiere un gesto all’apparenza folle, sta di fatto che la porta degli invasori viene violata altre due volte. A questo punto, narrano alcune versioni, il difensore Klimenko, forse conscio che ormai il loro destino è segnato e che quindi tanto vale andare fino in fondo, dribbla alcuni avversari e, superato anche il portiere, invece di appoggiare nella porta sguarnita, si gira e calcia la palla verso il centro del campo, come a non voler infierire su un avversario nettamente inferiore.

A questo punto le forze d’occupazione sono assolutamente determinate a mettere in atto le minacce rivolte ai propri avversari, ma non sembra che lo facciano “a caldo”, come sostengono alcune versioni. I giocatori ucraini non devono comunque attendere molto prima di avere notizie dei nazisti. Nei giorni successivi, infatti, agenti della Gestapo fanno irruzione nella panetteria in cui lavorano i membri dell’FC Start e li arrestano, portandoli nel quartier generale della polizia segreta hitleriana a Kiev. Qui gli ufficiali nazisti sottopongono gli ucraini a tortura, con l’intento di fargli confessare crimini che non hanno commesso e poi giustiziarli. Nessuno cede, ma uno di loro, Nikolai Korotkikh, non sopravvive alle torture infertegli. I suoi compagni vengono trasferiti al campo di concentramento di Siretz, dove sono costretti a lavorare in condizioni disumane. Quando, nel 1943, i tedeschi subiscono un attacco partigiano, viene ordinata la rappresaglia nei confronti dei prigionieri del campo; in particolare, il famigerato Paul von Radomski, comandante in carica a Siretz, ordina la fucilazione di un internato ogni tre. A farne le spese sono Kuzmenko (colui che ha segnato la rete del pareggio), Trusevich (il portiere della squadra) e Klimenko (il capitano e colui che ha irriso i nazisti decidendo di non segnare a porta vuota), che vengono uccisi e gettati a Babi Yar, il dirupo situato a Kiev e tristemente noto come la sede del più ampio episodio di massacro di ebrei da parte dei nazisti (oltre 33.000 in soli due giorni), oltre ad essere il luogo in cui più di 100.000 persone vengono giustiziate nel corso dell’occupazione tedesca. Per altri tre elementi dell’FC Start – Goncharenko, Tyutchev e Sviridovsky - la sorte è più favorevole visto che sono trasferiti nella capitale con lo scopo di essere dedicati a lavori forzati in loco, ma da dove, temendo di condividere il destino dei loro compagni, riescono a trovare il coraggio per fuggire e nascondersi fino all’arrivo delle truppe dell’Armata Rossa. Non è ancora dato sapere quale fu la sorte degli altri eroi dello Start.
L’arrivo dei sovietici significa per i superstiti la fine dell’incubo nazista, ma, ben lungi dal ricevere gli onori che gli spetterebbero, sono indotti a tacere riguardo alla vicenda poiché il fatto di aver partecipato ad un torneo di calcio organizzato da nazisti può comportare un’accusa di collaborazionismo, rimettendo nuovamente a rischio la propria incolumità.

Solo dopo la caduta di Stalin Goncharenko trova il coraggio di raccontare l’accaduto, facendo finalmente entrare gli undici eroi dell’FC Start nella leggenda. Leggenda immortalata in un monumento (sotto) collocato all’esterno dello Zenit di Kiev, che dal 1981 si chiama Start Stadium.

La loro storia è stata di ispirazione per molti: il regista ungherese Zoltan Fabri ne trasse un film intitolato “Due tempi all’Inferno” (1961) e così fece il collega sovietico Evgenij Karelov (“Il terzo tempo”, 1962). Molto più noto è “Fuga per la vittoria” (1981) dell’americano John Huston, che si avvalse della recitazione di Sylvester Stallone, Bobby Moore, Michael Cane e Pelè, ma rielaboro la storia in modo decisamente libero.

Bill Shankly, leggendario allenatore del Liverpool negli anni ’60, amava ricordare: “Il calcio non è questione di vita o di morte, è molto di più”. Forse anche lui quando pronunciava queste parole aveva in mente gli undici eroi dell’FC Start.

Ultima Modifica di RIP : 09-08-2008 alle 20:08.
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