09-10-2008, 14:03
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[CINE] The Rocker - Il batterista nudo
visto ieri, decisamente consigliato a tutti gli amanti del rock e del glam anni 80
una chicca dietro l'altra, non si raggiungono i livelli di "school of rock" solo perchè in quest'ultimo c'è un certo Jack Black, ma anche Rainn Wilson è veramente un grande
voto 3/5
Cita:
Il batterista Robert "Fish" Fishman, che proviene dalla band Vesuvius, ha vissuto la sua passione per l'hard rock finché non è stato espulso dal suo complesso. Gli viene offerta una seconda occasione quando raggiunge la garage band di suo nipote Matt.
Correvano e suonavano gli anni Ottanta quando Robert Fishman era batterista in una hair band e sognava di diventare un'icona del rock. Vent'anni dopo, "congedato" vent'anni prima dai suoi compagni ammirati e celebrati come Vesuvius, Fish è un impiegato frustrato che colleziona licenziamenti e ripara dalla sorella, moglie e madre apprensiva. Scoperto che il nipote Matt, adolescente timido e introverso, suona in una band, si propone al gruppo come batterista. Superate le diffidenze iniziali, Fish viene reclutato dagli A.D.D. e si prepara a cogliere la seconda occasione.
Partendo da un interesse per il proletariato inglese, disoccupato e "squattrinato" in Full Monty, e continuando coi galeotti attori e ballerini improvvisati in Lucky Break, Peter Cattaneo approda a Cleveland con Fish, un batterista appassionato che trasuda rock. Senza essere propriamente un musical, The Rocker è un film concerto, alimentato dal rock, con un congegno da favola e la forma narrativa strutturata sulle canzoni, questa volta diligentemente tradotte nei sottotitoli. Nella sua linearità da favola rock, il film viaggia sulle piste battute per decenni dal "genere" senza però riuscire a creare quella coerenza interna a se stesso che fa delle sequenze di musica e di canto la naturale proiezione di uno stato d'animo e di una situazione. Manca, insomma, l'emozione autentica. Pur non venendo mai meno, anche l'interesse per la realtà sociale resta sullo sfondo e il regista inglese sembra intenzionato a mostrare più che a indagare, lasciando filtrare il malessere attraverso i comportamenti dei personaggi. La realtà non interagisce mai coi destini personali dei protagonisti e Cattaneo impiega le vicende e i modi di agire individuali per alludere alle problematiche sociali di cui sono il prodotto.
The Rocker racconta il viaggio di formazione convenzionale di un gruppo di adolescenti votati al rock e dominati dalla musica. Lungo questo itinerario, che ingloba pure una liaison tra il batterista e la mamma del cantante, il film finisce per illustrare un campionario superficiale di atteggiamenti e sentimenti giovanili (e giovanilistici), di aspirazioni e frustrazioni, alternando umori trasgressivi e accenti moralistici. Raccontato dal punto di vista di un outsider col doppio dei loro anni, che imparerà a moderare il proprio comportamento fino ad assumere un'identità pienamente matura, The Rocker ricalca, con le dovute differenze, la school of rock di Linklater e Rainn Wilson è la copia ammorbidita del rockettaro incompreso e nostalgico dei Led Zeppelin di Jack Black. Piacevolmente innocuo e mai memorabile The Rocker è una sorta di compromesso tra linguaggio filmico e colonna sonora come oggetto unificante di tutto: personaggi, vicenda, esibizioni. Il montaggio rapido e la calcolata scansione delle sequenze in cui si racconta l'ascesa della band servono a Cattaneo per isolare a turno i componenti del gruppo musicale. The Rocker si appanna soprattutto nel finale, perdendo la fisionomia più netta della prima metà, in cui ribadiva che il mondo è musica e il cinema non può che farsi veicolo, se non complice, di questa affermazione.
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